sabato 21 aprile 2012
-Preferisco il momento in cui il cinema si svuota ed i titoli di coda scorrono inosservati dai più- riflette fra sé e sé Teodoro -piuttosto che attendere l'inizio del film.-
Si sente come dentro una cozza, seduto su una di quelle ormai rare poltroncine verdi a ribaltina che si trovano solo nei vecchi cinema.
-Andrebbe salvaguardato come la tigre del Bengala o meglio ... come il Tempio di Storie, quelle del grande schermo ma sopratutto di Vite, che si sono incontrate o solo incrociate, a volte per sbaglio.-
E' il suo cinema preferito e non da molto ha imparato a regalarsi dei momenti per sé.
"Pare un po' strano andare al cinema da soli."
E' proprio quella la parola che non ci sta a dire niente: 'Pare'.
Nel momento stesso in cui sentiva pronunciare quel bisillabo, gli sembra di trovarsi improvvisamente dentro una matassa di corda, quella che usano gli uomini di mare per attraccare al porto: di solito è ordinatamente acciambellata vicino ad una bitta, pronta all'uso. Invece lui si sente come intrappolato in questo groviglio che stringe e lega la tua libertà di essere come solo un boa sa fare con le sue prede.
'Pare'.
Quando si dice: "Sono solo pare le tue", per smontare supposizioni altrui su terzi che stanno in piedi come i castelli di carte, ci si riferirà anche a tutti quei 'Pare' che di tanto in tanto la gente pronuncia senza esser accusata con veemenza da nessun neo-illuminista di tentata lesione della libertà altrui.
'Parere' è una fra le 1000 parole più usate nella lingua italiana.
- Eppure, mi pare se ne possa fare anche a meno - pensava Teodoro con marzulliana ilarità.
'Essere' invece è il primo verbo in lista fra le 1000 parole più usate.
Si preoccupava più di essere. Anzi a dire il vero si allarmava proprio quando non era.
Pensava più che parlare. Certo questo non giovava al parere che gli altri avevano di lui.
E scriveva, scriveva tantissimo, per non dimenticare quello che aveva pensato.
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